Evviva Santarosa

Evviva Santarosa

Etnografia di un patrimonio dell’umanità.
Ed. Davide Ghaleb, 2015

Antonio Riccio, antropologo e viterbese di adozione, con questo testo vuole restituire al lettore aspetti cognitivi, affettivi e volitivi del trasporto della Macchina di Santa Rosa: una enorme mole luminosa che percorre, ogni anno, il tre settembre, trionfalmente, le vie e piazze civiche di Viterbo fino al sagrato della Basilica della Santa.

Il significato non meramente locale o “folklorico” di questa festa è stato riconosciuto dall’UNESCO, nel 2013, come patrimonio immateriale dell’umanità.

Il libro raccoglie l’esperienza di ascolto e ricerca sul campo svolto dall’autore del settembre 2010, proprio per conto dell’UNESCO. È un’etnografia: una “storia di storie, una visione di visioni”, come Clifford Geertz definisce il lavoro etnografico. Prova a raccontare dall’interno cosa vivono, provano, sentono e fanno i viterbesi durante quella giornata, unica e speciale, che celebra la festa civica per eccellenza.

Forza, fede, sacrificio e partecipazione civica, costruzione del sentimento dell’appartenenza, dell’identità e della località, sono le principali topiche narrative che troverete nel testo, raccontate dalla viva voce dei protagonisti, con una immediatezza ed una poetica che l’etnografo non ha. La loro forza espressiva, aiuta a comprendere perché  il trasporto di una macchina a spalla sia divenuto patrimonio dell’umanità. Qualcosa che trascende cioè il carattere locale, viterbese, per diventare celebrazione universale del sentimento sociale attraverso la fede e l’appartenenza, civica e religiosa, strettamente intrecciate.

Il libro inaugura Contemporanea, collana di antropologia diretta da Marco D’Aureli, e si compone di tre diverse parti distribuite in 334 pagine tra testimonianze, storia, descrizione della Macchina di Santa Rosa e interpretazioni fotografiche.